articolo di
Stefano Chelli

Industria 4.0 è la chiave per innovare i processi in azienda. Tuttavia, i costi diretti connessi all’introduzione di nuove tecnologie sono spesso solo la punta di un iceberg e questo i responsabili di azienda lo sanno bene, soprattutto quando parliamo della formazione delle persone.

Nel tempo le aziende hanno imparato a finanziare buona parte di questi investimenti anche attraverso le opportunità e concesse da varie misure di finanza agevolata, come le agevolazioni Industria 4.0.

Proprio riguardo al tema della formazione dei dipendenti esistono alcune misure nate in questi mesi o che, solo di recente, hanno subito un importante maquillage.

Tra i diversi incentivi Industria 4.0, parliamo, ad esempio, del Fondo Nuove Competenze, che finanzia l’impresa al fine di favorire l’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo di prodotto o servizi in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa, con particolare riferimento alla riqualificazione professionale del lavoratore al fine di promuovere processi di mobilità e ricollocazione.

Il Fondo rimborsa il costo, comprensivo dei contributi previdenziali e assistenziali, delle ore di lavoro destinate alla formazione. L’erogazione del contributo avviene attraverso l'INPS.

Questa misura, nata nel 2020, aveva un limite temporale molto breve, perché l’accordo per il 2021 andava firmato con la controparte sindacale entro il 31/12/2020. A tali condizioni, solo 106 aziende (per circa 50.000 lavoratori) erano riuscite a progettare questo percorso e chiudere un accordo ben fatto.  

Per questo motivo il Ministero del Lavoro e il MEF, con un decreto interministeriale del 22/01/2021 hanno prorogato il termine per gli accordi con la controparte sindacale al 30/06/2021, legando il rifinanziamento dello strumento direttamente al Recovery Plan, con un miliardo di euro proveniente dai fondi Europei di REACT-EU.

Una delle altre agevolazioni Industria 4.0 è la nuova versione del Credito d’Imposta per la formazione 4.0.

La legge di bilancio ha prorogato di un anno la possibilità per le imprese di usufruire del credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie. Anche per il 2021, quindi, le aziende potranno godere dell’agevolazione per percorsi formativi che puntano all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per il processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

Tale misura era già presente dal 2018, ma richiedeva la sottoscrizione di un accordo sindacale aziendale o territoriale, spesso di difficile attuazione, in particolar modo nelle piccole e medie imprese. Oggi il decreto ha eliminato la necessità di tale accordo, ridisegnandone i contorni. Rimane la necessità di una comunicazione al Ministero, per ora non ancora regolata dal decreto.

 

Come funzione il Credito di imposta?

Il bonus fiscale è da utilizzarsi esclusivamente in compensazione presentando il modello F24, nel periodo successivo a quello di sostenimento delle spese. Come era stato per l’anno 2019, sono previste percentuali e limiti diversi a seconda della dimensione dell’impresa.

In merito a questo incentivo Industria 4.0 viene confermato un trattamento più vantaggioso per le piccole imprese, che hanno diritto al 50% di credito fiscale per i costi sostenuti. Le medie imprese accedono al 40%, mentre le grandi al 30%.

Nel 2020, inoltre, sono stati innalzati i limiti massimi di credito esigibile, saliti a € 300.000 per le piccole imprese, mentre arrivano a € 250.000 per le medie e le grandi. Viene anche aumentato il credito per il costo dei lavoratori svantaggiati, che danno diritto al 60% di credito indipendentemente dalla dimensione dell’impresa.

È evidente l’intento del legislatore di favorire le piccole imprese in questo sforzo di innovazione, non certo facile da affrontare per chi non ha spalle forti.

 

Su quali tecnologie è ammessa la formazione?

Ecco un elenco sintetico delle tecnologie interessate:

In generale, lo svolgimento della formazione volta ad accrescere le competenze 4.0 in queste tecnologie non può che essere collegato strettamente agli investimenti effettuati (o in corso di realizzazione) nei beni strumentali materiali e immateriali funzionali ai processi di trasformazione tecnologica e digitalizzazione delle aziende.

Va però evidenziato che l’applicazione del credito d’imposta per gli investimenti in formazione del personale è indipendente dalla fruizione delle agevolazioni Industria 4.0 a titolo di iper-ammortamento per gli investimenti in beni strumentali e, pertanto, può essere utilizzata anche dalle imprese che non effettuano investimenti in queste immobilizzazioni

Spese ammissibili

Le spese ammissibili riguardano il costo aziendale relativo al personale impegnato in formazione per le ore o giornate effettive. Tale costo è costituito dalla retribuzione al lordo di ritenute e contributi previdenziali e assistenziali, comprensivo dei ratei TFR, mensilità aggiuntive, ferie e permessi maturati durante il tempo dedicato alla formazione, e delle eventuali indennità di trasferta.

Possono rientrare nel computo anche le spese del personale interno impegnato in veste di docente o di tutor ma queste non possono eccedere il 30% della retribuzione annuale del lavoratore. 

Requisiti dei formatori

Qualora invece l’impresa ricorresse a soggetti esterni per la formazione, questi dovranno in alternativa essere:

  • accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa,
  • università, pubbliche o private o strutture ad esse collegate
  • soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione
  • soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2015 settore EA 37.

Attenzione! Per il 2020 le spese per le docenze non sono rimborsabili. Questo è bene sottolinearlo perché è un aspetto diverso da ciò a cui le aziende sono abituate quando si parla di finanziamenti agevolati. Per i progetti 2021 si stanno attendendo chiarimenti dal Ministero, perché la legge di bilancio su questo tema non è stata molto chiara.

 

Costruire il futuro

In chiusura possiamo affermare che, data la nostra esperienza su progetti di consulenza e formazione, i progetti che introducono innovazione in azienda sono destinati al fallimento se non supportati da un percorso formativo ben strutturato e adeguatamente sviluppato da formatori con competenze tecniche consolidate, metodologiche e di processo.

Per questo motivo quanto illustrato risulta una importante opportunità per le aziende che accetteranno più di buon grado le ore che il proprio personale dedicherà all’apprendimento, perché oltre a rappresentare il tempo su cui costruire il suo futuro, saranno anche più leggere per il conto economico.



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articolo di Stefano Chelli

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