articolo di
Giacomo Tosi

In diversi convegni e pubblicazioni, con il termine Industria 4.0 viene generalmente definita la quarta rivoluzione industriale. Tuttavia una “rivoluzione” dovrebbe comportare una trasformazione dell’azienda guidata da una forte spinta innovativa grazie all’introduzione di tecnologie che possiamo definire “disruptiveIndustria 4.0, più che una rivoluzione è un’evoluzione di tecnologie già esistenti che comporta innovazioni incrementali, non radicali.

Provate per esempio a chiedervi quale sia stato il primo visore ad essere stato inventato. Se state pensando ad Oculus Rift  (2016) vi sbagliate: questa tecnologia era già stata prototipata molti anni fa con il Cyberface della LEEP (1989) che non era così differente da quello che vediamo oggi nei negozi specializzati.

Nel tempo questa tecnologia è diventata sempre più accessibile sia in termini di costo (Cyberface 2 costava migliaia di dollari, mente Oculus Rift può essere acquistato con poche centinaia di dollari) sia in termini di utilizzo. . Inoltre sono stati fatti passi da gigante in termini di portabilità e di risoluzione, consentendo così un netto miglioramento delle prestazioni.

Un altro esempio lo possiamo ritrovare nel campo della robotica. Con l’avvento degli Autonomous Robot stiamo assistendo ad un’evoluzione tecnologica delle celle di lavoro (FMS e FAS). I robot che oggi vengono utilizzati nel manufacturing sono diversi dai predecessori perché più “smart”, più sicuri (possono lavorare in prossimità dell’uomo) e meno costosi (Baxter costa intorno ai 22.000 dollari).

       

Dal confronto tra Oculus Rift e Baxter con i loro predecessori sono evidenti i principali trend che caratterizzano le tecnologie abilitanti di Industria 4.0:

  • miglioramento delle prestazioni
  • semplicità di utilizzo
  • democratizzazione dei costi

Può significare che gli investimenti in digital transformation da parte delle aziende porteranno automaticamente all’acquisizione di una posizione di vantaggio competitivo e quindi a maggiori profitti? La risposta è no, semmai è vero il contrario. La semplicità di utilizzo crea in primis opportunità per nuovi competitors, abbattendo le barriere all’entrata. Il bombardamento mediatico che accompagna la quarta rivoluzione industriale difficilmente sottolinea questo aspetto, veicolando piuttosto un messaggio del tipo: “investi in nuove tecnologie, altrimenti resterai indietro”.

Chiaramente ciò non vuol dire che questa ondata tecnologica non serva a nulla. Tutt'altro, essa è fonte di grandi opportunità, ma non deve essere vissuta come una corsa sfrenata all'investimento fine a sé stesso.

Il nostro consiglio è dunque quello di valutare attentamente le reali necessità della propria azienda e di effettuare investimenti selettivi con l'obiettivo di migliorare la propria offerta di prodotti e servizi al mercato…e sempre con la massima attenzione alla valutazione del ROI.


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