21 dicembre 2017

La logistica distributiva

Logistica distributiva
articolo di
Filippo Piombini

La logistica distributiva è quell’anello finale della catena del valore che va curato e monitorato con la stessa attenzione dedicata alle attività interne. 

Parlando di logistica distributiva, potremmo paragonare l’azienda ad un buon ristorante. Il maître (Vendite) accoglie con cortesia il cliente, lo fa sentire a proprio agio, gli propone il menu e ne ascolta le esigenze raccogliendo infine l’ordinazione. In cucina il cuoco (Produzione) cerca di soddisfare il cliente preparando i piatti con l’impiego dei migliori ingredienti, cucinati a dovere e assicurandosi che la pietanza sia pronta per tempo. Alla fine il cameriere (Logistica Distributiva) serve a tavola.

Ora, che impressione avrebbe il cliente se, dopo aver ricevuto ed apprezzato le attenzioni del maître e pregustato gli aromi della pietanza preparata dal cuoco, questa fosse servita da un cameriere dall’aspetto trascurato, maldestro e magari anche maleducato?

Da sempre vista come costo, la logistica distributiva, ha dimostrato nel tempo di poter essere un’arma per la competitività, soprattutto oggi, nella sua espressione più estrema rappresentata dalla vendita on-line: dopo aver comodamente scelto da casa nella vetrina virtuale il prodotto desiderato, questo ci viene consegnato rapidamente ed in modo sicuro presso il nostro domicilio o in un punto di ritiro con orari di apertura prolungati.

Né si devono dimenticare i diversi servizi “accessori” che possono essere connessi al trasporto: dalla consegna in opera, al montaggio finale, all’eventuale ritiro del vecchio oggetto da smaltire e, infine, all’incasso.

Nel caso specifico delle aziende pensiamo al valore che può dare la prova di consegna (POD= Proof Of Delivery) in tempo reale: questa permette a molti operatori del mass-market di emettere la fattura al cliente immediatamente dopo la consegna, evitando così la generazione di note credito per tutte le anomalie che possono eventualmente generarsi in questa fase (es. merce non ordinata, mancanza del pagamento, etc.).

Risulta quindi evidente come, nel tempo, il trasporto si sia evoluto e specializzato al punto da diventare l’appendice finale dell’azienda nel collegamento con il cliente.

In questo contesto è quindi fondamentale identificare le esigenze dell’azienda per poter attivare la corretta modalità di distribuzione dei propri prodotti. Spesso assistiamo infatti a configurazioni della logistica distributiva non adeguate alle reali esigenze dell’azienda e del mercato, con performance fuori linea ed alti costi.

Come nell’esempio del ristorante, l’azienda si concentra spesso sul prodotto e sulle modalità di vendita tralasciando le modalità di consegna, affidando questo “ultimo miglio” a persone o strutture non adeguate, salvo poi non riuscire a dare una risposta idonea e documentata alle lamentele del cliente e sostenendo costi non marginali per risolvere il problema.

Nei casi migliori l’azienda può aver fatto questa riflessione ed impostato una struttura adeguata per la logistica distributiva. Ma i tempi cambiano, il mondo evolve velocemente e diventa obbligatorio chiedersi periodicamente se tutta l’organizzazione aziendale (compresa la logistica distributiva) è ancora adeguata al mercato ed a quello che il cliente richiede (e che la nostra concorrenza offre).

Non da ultimo va segnalata un’altra anomalia molto comune.

Quando ci avvaliamo di fornitori esterni mettiamo in atto le verifiche qualitative per assicurarci che quella materia prima, quel componente o quella parte di processo siano adeguati al prodotto finale: pena il rischio di mettere sul mercato un prodotto non conforme. Quando invece affidiamo la distribuzione all’esterno, tutta questa attenzione svanisce come se, una volta prodotto l’articolo da consegnare, il compito dell’azienda fosse terminato. Molto spesso, il processo di terziarizzazione della logistica non prevede un percorso strutturato e rigoroso di selezione ed analisi dei potenziali fornitori, della loro esperienza specifica e della loro affidabilità.

Allo stesso tempo raramente viene previsto un sistema di KPI per la logistica distributiva che permetta all’azienda di monitorare costantemente l’andamento delle consegne e di intervenire prontamente sulle anomalie. Questo sistema, se ben configurato, permette di identificare correttamente la non conformità che, altrimenti, sarebbe solamente imputata al trasporto. Pensare di spedire tramite corriere cristalleria di Murano imballata in carta da giornale vuol dire garantire una frantumazione certa. Ma, in questo caso, il problema è il vettore non adeguato o l’imballo insufficiente?

E non dimentichiamo i costi.

Quante volte abbiamo riscontrato errori sulle fatture dei trasporti e che sistemi abbiamo per controllarle? Quante volte ci siamo trovati di fronte a costi di trasporto fuori misura che non siamo in grado di motivare? In quanti casi abbiamo fatto un corretto benchmarking con il mercato?

Riepilogando, la logistica distributiva è sempre più una leva competitiva per lo sviluppo del business, essendo lo strumento per fare arrivare i nostri prodotti ad un mercato più ampio. Tuttavia, per poter ottenere un effettivo miglioramento del servizio e dei costi, il processo di terziarizzazione di quest’area aziendale deve essere curato in ogni minimo particolare e controllato attentamente nelle sue performance. Anche la logistica distributiva necessita quindi di quella cura e di quelle attenzioni che fin qui sono state (giustamente) dedicate ad altri settori aziendali.

In un mondo sempre più competitivo tutti gli ingranaggi dell’organizzazione aziendale devono essere adeguati, controllati a manutenuti. La logistica distributiva è uno di questi.

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articolo di Filippo Piombini