articolo di
Danny Ascari

Diversi anni di esperienza sul tema della pianificazione strategica in azienda ci consentono di individuare alcuni livelli di consapevolezza sulla necessità di realizzare un Business Plan. Proviamo a descrivere questi livelli affinché possiate verificare in autonomia dove si posiziona la vostra azienda. 

Livello zero: non è mai stato predisposto un Business Plan. 

Primo livello: l’azienda in una o più occasioni ha redatto un Business Plan con lo scopo di ottenere qualcosa in cambio, come un migliore accesso al credito bancario, la concessione di un finanziamento agevolato, l’approvazione di un progetto particolare. Tale finalità inquadra una visione di breve/medio periodo, limitata al raggiungimento di uno specifico obiettivo.  

Secondo livello: con il Business Plan si vogliono definire e formalizzare obiettivi a vari livelli ed implementare uno strumento per verificare periodicamente l’andamento del business in relazione agli obiettivi specificati. Si tratta generalmente di obiettivi annuali o al massimo triennali. Il Controllo di Gestione, inteso nella sua forma più tradizionale, costituisce in questi casi il braccio operativo che, di periodo in periodo, monitora l’andamento della gestione. Questo approccio delinea una visione di medio periodo, focalizzata a definire ruoli e responsabilità e verificare nel tempo i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi fissati. 

Terzo livello: con il Business Plan si vuole tracciare il percorso per raggiungere la MISSION che l’azienda si è data, vale a dire il fine ultimo che l’azienda vuole perseguire, il suo obiettivo strategico nel lungo periodo. Attraverso la sua elaborazione l’imprenditore e/o il management compiono un enorme sforzo nell’immaginare come vedono la propria azienda nei 5/7 anni futuri e nel definire le azioni strategiche da intraprendere per veder realizzata la loro idea imprenditoriale.  Viene disegnato un percorso che l’azienda deve seguire e sulla base del quale dovrà valutare tutti i giorni ogni decisione. Dunque una bussola o, se vogliamo, una sorta di navigatore satellitare. Il Sistema di Controllo Strategico in questi casi rappresenta lo strumento gestionale che consente di trimestre in trimestre, di anno in anno, di verificare la coerenza della gestione aziendale con gli obiettivi strategici delineati ed eventualmente, di apportarvi le opportune modifiche. Questo è l’approccio dell’impresa illuminata ed orientata al futuro, che ha ben chiaro cosa vuole diventare e in che modo farlo.

Provate a rispondere ad alcune semplici domande sulla vostra propensione all’acquisto e sull'utilizzo di una automobile: comprereste un’auto senza cruscotto? Vi avviereste verso una meta lontana senza avere un buon navigatore? Se si accendessero delle spie rosse proseguireste senza fare nulla? Se la risposta a queste domande è sempre NO, come fate ad andare la mattina in azienda senza sapere quale è la rotta da seguire? 

È ovvio che si tratta di una provocazione ma, se ci pensate, queste considerazioni sono corrette. Se ieri il Business Plan poteva essere considerato un optional oggi deve fare parte della dotazione di serie di ogni impresa e, se elaborato correttamente, con l’aiuto di professionisti esperti che siano in grado di esaltarne tutte le potenzialità, può diventare uno strumento utilissimo per gestire quotidianamente la propria azienda, in funzione degli obiettivi strategici che si vogliono raggiungere. 

Fuor di metafora, concludo con una osservazione che è più una esortazione che un suggerimento: ogni imprenditore lavora perché la sua azienda cresca, prosperando anno dopo anno. Al giorno d'oggi questo è possibile solo con una buona pianificazione strategica e se si compie lo sforzo di guardare lontano, sognando in grande, con gli strumenti giusti per trasformare il sogno in realtà: il Business Plan è uno di questi strumenti. 

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articolo di Danny Ascari