articolo di
Filippo Piombini

Quali sono i principali indicatori utilizzati per il monitoraggio della Logistica Aziendale (KPI Logistica)? E qual è il modo più efficace per visualizzarli?

La dovuta premessa è che i KPI Logistici sono fondamentali in quanto consentono di:

  • programmare le attività e coordinare le risorse (umane/attrezzature) attraverso la misurazione dei flussi previsti, dei carichi di lavoro e delle code;
  • controllare le attività, le risorse e la struttura attraverso l’analisi a consuntivo della produttività, del livello di servizio, degli errori rilevati, dei flussi gestiti e/o processati, del grado di saturazione del magazzino;
  • supportare l’attività di analisi e di miglioramento del sistema logistico, utilizzando gli indicatori per individuare aspetti critici e misurare i risultati ottenuti da interventi riorganizzativi;
  • coinvolgere gli operatori e attivare sistemi premianti collegati ai risultati raggiunti.

Esistono moltissimi KPI logistici, raggruppabili nelle seguenti famiglie:

  • volumi: misurazione dei volumi fisici di occupazione e dei flussi (p.e. percentuale di occupazione del magazzino, numero di righe in ingresso, in prelievo, in spedizione – i più utilizzati e significativi per il monitoraggio dei flussi);
  • efficacia: misurazione della qualità dell’output fornito dal processo (p.e. percentuale di errori di prelievo, di spedizione, percentuale degli ordini evasi in tempo, percentuale di righe evase in tempo, etc.);
  • efficienza: misurazione produttività e costi del processo (p.e. numero di righe/h/operatore, etc.).

Nella scelta occorre sempre tener presente che gli indicatori debbono essere:

  • utili e adeguati alle esigenze del sistema logistico;
  • chiari e comprensibili;
  • rappresentativi della realtà in esame;
  • attendibili e inconfutabili;
  • realizzabili con il sistema informativo esistente;
  • gestiti e costantemente aggiornati.

L’individuazione di KPI non adeguati può fornire una visione incompleta, errata o irrilevante del sistema logistico, oppure creare una falsa sensazione di sicurezza.

In alcuni casi poi, anche se l’azienda ha selezionato degli indicatori mirati e adeguati allo scopo, potrebbe mancare uno strumento efficace in grado di fornire un quadro organico della situazione. Potrebbe mancare cioè un Monitor Logistico, collegato in tempo reale alle basi dati aziendali, che permetta di presentare graficamente gli indicatori in modo da renderli facilmente leggibili, fruibili e interpretabili.

Nel nostro Monitor Logistico, gli indicatori sono strutturati sotto forma di sinottico o tabella, con segnalazioni colorate e con dei grafici o delle icone integrate (p.e. semafori). 

Figura 1. Esempio di monitor logistico strutturato a tabella Figura 1. Esempio di monitor logistico strutturato a tabella 
 Figura 2. Esempio di monitor strutturato a sinottico  Figura 2. Esempio di monitor strutturato a sinottico 

Il processo di realizzazione del monitor si svolge in queste fasi:

  • analisi del sistema logistico e delle relative criticità;
  • identificazione delle variabili e delle criticità da monitorare;
  • individuazione e definizione degli indicatori adeguati;
  • progettazione del monitor logistico a livello tecnico (modalità di estrazione dei dati di base e di elaborazione degli indicatori, modalità di aggiornamento) e grafico;
  • realizzazione e avviamento del monitor logistico.

Nel caso in cui l’azienda non abbia un software WMS (Warehouse Management System), oppure se quest’ultimo non prevede un monitor, il cruscotto logistico può essere sviluppato come applicativo a sé stante (p.e. in Excel, Access, Business Intelligence) e alimentato dai dati di base estraibili dal sistema ERP aziendale.

Diversamente, se è presente un WMS che prevede questa funzionalità (i principali pacchetti hanno la gestione dei KPI) si può utilizzare l’applicativo già esistente, previa parametrizzazione ed eventuale personalizzazione, secondo i principi descritti in precedenza.


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articolo di Filippo Piombini